Qualsiasi lettore lo apre. È tirarne fuori il testo che diventa scomodo.
Convertire un .epub in Markdown
Un `.epub` è un archivio zip di XHTML: una pagina web per capitolo, un foglio di stile, le immagini e un file di pacchetto che li elenca e stabilisce l’ordine di lettura. È il formato aperto su cui si è accordata tutta l’industria; gli `.azw3` e `.mobi` del Kindle sono l’eccezione, non lo standard.
Apple Books lo apre su Mac, iPhone e iPad, e Microsoft Edge lo apre su Windows senza installare nulla. Calibre è il lettore desktop gratuito che converte anche fra formati, e Thorium è quello da scegliere se si vuole un sistema di lettura fedele alle specifiche.
Un Kindle non legge l’`.epub` direttamente, ma il servizio «Invia a Kindle» di Amazon lo accetta e lo converte per strada.
Perché lo è. Estrai un `.epub` e ogni capitolo è lì, apribile in un browser. Quello che non avrai è l’ordine: i file si chiamano spesso `index_split_030.xhtml`, `index_split_002.xhtml`, e quei numeri sono soltanto ciò che ha scritto lo strumento che ha prodotto il libro. L’ordine di lettura sta nella spine del file di pacchetto, e non lo dichiara nient’altro.
Convertirlo direttamente dà un documento Markdown: i capitoli nell’ordine della spine, sotto i titoli dell’indice del libro, con le immagini dentro il file e i rimandi fra capitoli ridotti alle loro parole, perché in un documento unito non hanno più dove atterrare.