Tutti e tre hanno un markup proprio, e nessuno è Markdown: per questo un file .md incollato arriva con gli asterischi in vista.
Convertire Markdown per Confluence
Markdown nel markup wiki di Jira, Markdown nel mrkdwn di Slack
Confluence salva una pagina come XHTML con macro proprie, il vecchio markup di Jira scrive il grassetto `*con un asterisco*` e un titolo come `h2.`, e il mrkdwn di Slack non ha né titoli né tabelle. Il Markdown incollato come testo in uno di questi viene letto come il loro markup, o non viene letto affatto: asterischi doppi, cancelletti a inizio riga, una tabella disegnata con le barre verticali.
Confluence Cloud, Jira Cloud e la casella dei messaggi di Slack sono editor avanzati, e un editor avanzato conserva la formattazione che arriva già formattata. Copia il documento visualizzato invece della sua sorgente, e titoli, elenchi, link, tabelle e blocchi di codice sopravvivono all’incolla.
«Copia per Confluence», «Copia per Jira» e «Copia per Slack» mettono entrambe le versioni negli appunti insieme: un editor prende quella formattata, un semplice campo di testo prende il markup.
Una pagina scritta da uno script, da una pipeline o da una chiamata API ha bisogno del formato della piattaforma. Per Confluence è il formato di archiviazione, il `body.storage` dell’API REST, dove un blocco delimitato diventa la macro di codice e `> [!WARNING]` il pannello di attenzione. Per Jira è il markup wiki, che leggono la modalità Testo di Data Center, la versione 2 dell’API REST e le regole di automazione. Per Slack è mrkdwn: il `text` di una chiamata `chat.postMessage`, di un webhook in entrata o di una sezione Block Kit.
Una parte del Markdown non ha dove andare. Slack non ha tabelle, quindi una tabella diventa un blocco di codice con le colonne allineate. Nessuno dei tre disegna un diagramma Mermaid o compone una formula, quindi entrambi arrivano come sorgente in un blocco di codice. Un’immagine incorporata nel documento andrebbe caricata prima che possano mostrarla, quindi viene scritta la sua descrizione; un’immagine con un indirizzo web resta un’immagine.